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Fondo Impresa Donna: agevolazioni per l’imprenditoria femminile

da | Ott 12, 2021 | Bandi e agevolazioni, News

I contributi e gli incentivi previsti dal Fondo Impresa Donna per avviare o consolidare le imprese femminili

A inizio ottobre, è stato firmato il Decreto interministeriale che rende operativo il Fondo Impresa Donna, un fondo da 40 milioni di euro a sostegno dell’imprenditoria femminile, secondo le linee guida del PNRR.

In attesa della pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale, anticipiamo le informazioni principali, in particolare riguardanti i beneficiari e le spese ammissibili.

Fondo Impresa Donna: cos’è?

Come anticipato, il Fondo Impresa Donna è un fondo istituito nella Legge di Bilancio 2021 con stanziamento iniziale di 40 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno 400 milioni di risorse PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza destinate all’imprenditoria femminile tra il 2021 e il 2026.

L’obiettivo di tale fondo è quello di promuovere la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, in particolare per l’avvio di nuove attività e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Chi sono i beneficiari del Fondo Impresa Donna?

Il Fondo è rivolto a:

  • cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie;
  • società di capitale con quote e componenti del CDA per almeno due terzi di donne;
  • imprese individuali la cui titolare è una donna;
  • lavoratrici autonome o persone fisiche che presentano l’apertura della Partita IVA entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda;

Sono ammesse alle richieste le attività localizzate in Italia, nei settori del turismo, del commercio, dei servizi, dell’artigianato, dell’industria e della trasformazione dei prodotti agricoli.

Quali sono le spese ammissibili?

Le principali spese ammissibili dal Fondo sono:

  • impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica;
  • immobilizzazioni immateriali;
  • servizi cloud per la gestione aziendale;
  • personale dipendente impiegato nel progetto presentato;
  • formazione e assistenza.

Le spese devono essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda oppure, nel caso di persone fisiche, alla data di costituzione dell’impresa o dell’apertura della partita IVA.

Quali sono le tipologie di agevolazione?

Il Fondo prevede diversi tipi di agevolazione:

  • contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili, con particolare attenzione alle imprese individuali e alle libere professioniste;
  • contributi a fondo perduto nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi 3 esercizi, per rafforzare le imprese femminili costituite da almeno 36 mesi;
  • finanziamenti agevolati, o combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti, per avviare e sostenere le attività femminili;
  • voucher per percorsi di assistenza tecnico-gestionale per attività di marketing e di comunicazione;
  • investimenti nel capitale di start up e PMI innovative femminili, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi.

È possibile anche la collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni, gli Enti locali, le Associazioni di categoria, le Camere di Commercio e i comitati per l’imprenditoria femminile, anche prevedendo forme di cofinanziamento tra i rispettivi programmi in materia.

A quanto ammontano le agevolazioni?

Per quanto riguarda le agevolazioni dedicate alle nuove imprese, si tratta di contributi a fondo perduto, che:

  • coprono l’80% delle spese ammissibili fino a un massimo di 50.000 euro di contributo, per interventi entro i 100.000 euro. Per le donne disoccupate la percentuale di copertura sale al 90%;
  • la copertura scende al 50% delle spese ammissibili nel caso di interventi tra i 100.000 euro e i 250.000 euro.

Nel caso di imprese già esistenti, le agevolazioni variano in base all’età delle stesse:

  • per le imprese costituite da almeno un anno e massimo 3 anni, le agevolazioni possono essere sotto forma di contributo a fondo perduto per il 50% delle spese, e di finanziamento agevolato per il restante 50%, per coprire fino all’80% delle spese ammissibili. Il tetto massimo è di 400.000 euro;
  • per le imprese costituite da più di 3 anni, le spese di capitale circolante sono agevolate solo tramite contributo a fondo perduto, mentre quelle di investimento anche con finanziamento agevolato. Anche in questo caso il tetto massimo è pari a 400.000 euro.
Come accedere al Fondo?

Ancora non si conoscono le modalità operative e le tempistiche per richiedere le agevolazioni, ma saranno presto chiarite da un nuovo decreto del Mise.

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