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Start-up: pianificare per non sbagliare

da | Mar 3, 2020 | Business plan e strategia, News

Per avviare una start-up duratura e di successo è fondamentale una pianificazione a tutto campo. Vediamo insieme i primi step da compiere per non sbagliare.

Trascorsi cinque anni, tempistica che segna la fine della fase “start-up” aziendale, in Italia solo un’impresa su due continua a operare nel mercato. È questo quanto risultava dal report “Quaderno n.175” dell’Aiaf già nel 2017.

Analizzando oggi i dati del Mise, notiamo che il numero di queste neoimprese registrate aumenta con costanza di circa mille unità all’anno. Purtroppo, cresce anche il tasso di insuccessi, seppur meno che proporzionalmente.

Come fare quindi per rientrare nella percentuale di start-up di successo? Come poter sostenere la propria idea imprenditoriale concretizzandola in una struttura aziendale longeva e profittevole?

In questo articolo vi sveleremo le cause più comuni di fallimento delle start-up, per aiutarvi ad evitarle e orientarvi alla strategia vincente su misura per voi.

Problematiche comuni

1. Voler fare tutto da soli

Se credete di possedere un’idea innovativa e volete a tutti i costi tradurla in business, vi state per addentrare in un mondo che, sebbene tipicamente dinamico, si caratterizza per delle regole ben precise. Vi diremo subito cosa non è ben accetto: nel mercato delle start-up non vale il principio chi fa da sé fa per tre.

Per quanto possiate essere virtuosi, la realizzazione di un’impresa di successo richiede molteplici capacità e operazioni che difficilmente si possono ricondurre ad un’unica persona.

Inoltre, il sentimento tipico dell’innovatore è di cieca euforia per la propria idea. Prima di agire d’impulso e creare una struttura aziendale con basi poco solide, è utile fare un bel respiro e riuscire ad analizzare in maniera oggettiva la propria idea di business. Ecco perché può risultare cruciale farsi affiancare da una figura professionale esperta e creare una squadra di collaboratori… attenzione però, veniamo ora al secondo errore più comune.

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2. Creare un team poco professionale

Per far funzionare il meccanismo d’impresa è fondamentale che ogni ingranaggio giri nel verso giusto. Pertanto, vision e mission aziendali dovranno essere condivisi da tutte le figure che partecipano al progetto start-up e si rifletteranno in una consapevole scelta della forma societaria.

Ciò vuol dire che sarà vostra pretesa quella di chiarire gli obiettivi da raggiungere alle persone a cui andrete a mettere in mano i vostri sogni. Un buon dialogo è alla base di una sana collaborazione ed eviterà tensioni controproducenti. È molto spiacevole, ma fin troppo frequente, assistere al fallimento di un’impresa per divergenze tra cofondatori.

In aggiunta, l’identificazione del modo in cui devono essere raggiunti tali obiettivi giorno per giorno, con conseguente definizione dei ruoli, vi permetterà di ottenere un buon livello di efficienza operativa. Dedicate quindi del tempo alla scelta delle figure chiave del progetto e non siate frettolosi accettando il primo volenteroso ad imbarcarsi con voi.

3. Avere fretta

Ecco quindi il terzo errore più comune. Sempre perché presi dall’entusiasmo, sarete tentati di voler iniziare subito sottraendovi a grandi pianificazioni, lanciando la vostra idea nel mercato senza ‘perdere’ tempo.

La prima fase di vita di una start-up invece si caratterizza da poche operazioni di mercato e grandi investimenti in ricerca e sviluppo. Un periodo delicato che determina la futura crescita o il vostro fallimento. Non si parla quindi di perdere tempo ma di ‘investire’ in esso.

Presentarsi sulla piazza con un’idea innovativa, che si differenzia dagli altri business già offerti, è di per sé un buon punto di partenza. Per essere certi dell’originalità e unicità della vostra idea sarà fondamentale avviare un’indagine di mercato. Realizzate un report che identifichi il settore in cui vorrete affermarvi, i competitors già presenti ed eventuali barriere in entrata o in uscita.

Se i dati che ne risultano sono rassicuranti e identificate una quota di mercato pronta per essere aggredita, non scordatevi di studiare la domanda. Potreste rendervi conto di aver avuto un’idea per un settore troppo di nicchia con esigui consumatori disposti a diventare vostri clienti.

4. Non saper racimolare il capitale necessario

Giunti al quarto punto diamo per scontato che siete pronti a sviluppare concretamente la vostra idea. Avete ammesso a voi stessi di non poter fare tutto da soli e vi siete circondati di persone competenti e in linea con il vostro progetto. I dati statistici sono promettenti e siete fiduciosi di possedere una visione vincente. Come fare ora per recuperare il capitale necessario a foraggiare la vostra impresa?

La ricerca di finanziamenti può avvenire in un primo stadio in forma ridotta, avvalendovi dei contributi delle vostre tasche e di quelle di parenti e amici o tramite il crowdfunding.
Quando però ci si addentra nella fase di sviluppo e crescita della start-up, gli investimenti saranno più ingenti. Si dovrà quindi chiedere a prestito un gran capitale, utile almeno fino a che il business non si stabilizzi, riuscendo in buona parte ad autofinanziarsi.

Banche, società finanziarie, bandi di finanziamento a fondo perduto e la nuova figura dei business angels sono solo alcuni esempi di fonti dove attingere per il recupero del denaro necessario. Fonti esperte nel settore dei finanziamenti che non vi apriranno le porte se non a fronte di un valido progetto. Come fare quindi a convincere anche loro della riuscita del vostro business? Dovrete fornire dati accurati, riportare in modo chiari le ricerche da voi precedentemente svolte e dimostrare sicurezza nel raggiungimento degli obiettivi, non solo con bei discorsi ma anche tramite i numeri.

I nostri consigli

Arrivati alla conclusione dell’articolo vi sveliamo finalmente il mezzo vincente che vi orienterà alla strategia su misura per voi: il Business Plan.

Altrimenti detto piano industriale, il Business Plan è quel documento attraverso il quale l’impresa chiarisce il proprio business con parole validate dai conti. Redigere in modo puntuale tale documento vi aiuterà non solo a mantenere il focus sugli obiettivi da raggiungere ma proprio a comprendere come ottenerli. In fase di stesura, subito salteranno all’occhio eventuali criticità nel vostro progetto che, se prese in contropiede, saranno più semplici da gestire ed eviteranno sorprese in futuro.

Ancora, il Business Plan è utile a chi collabora con voi perché definisce vision, mission e ruoli aziendali. Fornisce un’interpretazione ai report di ricerca di mercato, permettendovi di comprendere come relazionarvi con il vostro target di riferimento e competitors. Infine, è il vostro biglietto da visita di fronte ad un potenziale finanziatore.
Se siete curiosi di saperne di più, andate all’articolo Business Plan per la tua start-up: perché non puoi farne a meno.

Sperando che questo articolo vi abbia fornito una panoramica degli errori fatali e di come evitarli, vi invitiamo a contattarci per avere maggiori informazioni in merito alla stesura del Business Plan con Hospitality Team.
Telefonate al numero 041 5371552 o inviate una mail all’indirizzo segreteria@hospitalityteam.it e faremo in modo di cucire un piano su misura per voi.

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